animealladeriva

il blog di Michele Labriola

sabato 6 febbraio 2010

Vite (2)


Salinger è stato uno dei grandi enigmi della letteratura. Aveva fatto perdere le sue tracce da circa cinquant'anni isolandosi nel New Hampshire, vivendo come un eremita e quasi nessuno l'aveva più visto. Una delle sue ultime foto è stata scattata mentre tentava di dare un pugno ad un fotografo che lo inseguiva. Chiunque abbia letto "Il Giovane Holden" si è chiesto almeno una volta cosa abbia spinto questo grandissimo scrittore a non pubblicare più niente, ad allontanarsi dalla gente, a rinunciare ad ogni forma di partecipazione attiva nella vita del mondo. Forse aveva capito di aver scritto qualcosa di veramente importante, quasi irripetibile, perfezione mai più raggiunta da nessuno, e che quindi era meglio rimanere in silenzio. Magari, invece ha continuato a scrivere romanzi e racconti meravigliosi che vedranno la luce solo ora. Aspettiamo col fiato sospeso di sapere e capire cosa ha fatto in questi cinquant'anni questo scrittore inarrivabile. Oppure aveva deciso di vivere e basta, lontano dal mondo, a modo suo. Mistico, solitario, timido, originale, talentuoso, presuntuoso, intoccabile, giovane di un Holden.

Vite (1)


Quando era ancora in vita Shakespeare ricevette qualche modesto riconoscimento ma non si guadagno la fame di genio. Solo cinquant'anni dopo la sua morte qualcuno cominciò a pensare che la sua vita e le sue opere fossero abbastanza interessanti per una biografia. Ma a quel punto, non c'era più nessuno che potesse raccontare la sua vita. Inoltre, Shakespeare aveva lasciato pochissime informazioni su di sè. Per tutti questi motivi sappiamo poco di lui nonostante la sua grande influenza sulla letteratura...

venerdì 5 febbraio 2010

Avatar


Dopo troppo tanto tempo, quasi un secolo fa, riprendo a cibare la mia fame visiva. E così riprendo più o meno regolarmente a frequentare questo grande amore della mia vita che è il cinema. L'occasione mi è data da un film che aspettavo da tempo. Avatar, l'ultima fatica cinematografica di quel grande artigiano, nel senso più nobile del termine, alla corte hollywoodiana che è James Cameron, regista che io ammiro oltre ogni limite. Parto subito col dire che Pandora, questo mondo zeppo di effetti speciali merita di essere visitato. La storia è quella di Balla Coi Lupi, ne più ne meno, solo che gli effetti speciali, l'azione, i colori e una natura da perdere il fiato, tanto bella e suggestiva, elevano questo film ad evento. Una miscela ben riuscita di generi, il fantascentifico, il western, la favola ecologista e soprattutto l'azione fanno volare via le quasi tre ore della pellicola. Il senso del film, quello che ci lascia, che rimane dentro per un pò, che fa riflettere, è una lezione di religione ben riuscita, semplice, chiara, credibile, quella che tenta di dare una spiegazione alla morte, alla vita e al suo senso. La divinità che è in ognuno di noi, nessuno escluso, ci rende forti, la divinità che è nella natura e nel rispetto che ognuno di noi deve averne. Ecco il senso che questo film mi lascia, e che tutte le religioni del mondo non hanno mai detto, è quel concetto semplice semplice del rispetto per ogni essere e per la natura di cui tutte le creature fanno parte, con lo stesso diritto di appartenenza, di cittadinanza, tutti uguali seppur diversi ognuno in modo speciale. Nessuna guerra tra bene e male... Nessun peccato originale... Nessuno divieto... Solo il rispetto...Solo il buon senso e la consapevolezza della sacralità in ognuno di noi e nella natura che ci circonda. Esattamente il contrario di quello che questo mondo chiamamto terra fa da millenni e soprattutto negli ultimi tempi. Alla fine mi rendo conto di aver parlato poco del film, ma l'hanno fatto in tanti, il mio è un giudizio positivo, molto positivo per quello che Pandora ci dice. Andate a vederlo finchè siete in tempo e soprattutto fatelo in 3D se potete.

Best Of 2009 - Gli Album


E' tempo di bilanci sull'anno appena trascorso, ecco a voi i dieci album che sono passati più volte sul mio lettore, sul mio iPhone e che sono rimasti dentro un pò di più degli altri. Non è stato il 2009 un anno particolarmente brillante, anzi, quasi un anno di vacche magre... Nessun capolavoro, niente di nuovo, ma questi dieci album sono per il sottoscritto buona musica, da portare un pò più in là...

1) Mumford & Sons: Sigh No More
2) Eels: Hombre Lobo
3) Wilco: The Album
4) Antony And Johnsons: The Crying Light
5) Arctic Monkeys: Humburg
6) The Black Crowes: Before The Frost...
7) Vic Chesnutt: At The Cut
8) Franz Ferdinand: Tonight
9) Pearl Jam: Backspacer
10)Carmen Consoli: Elettra

sabato 30 gennaio 2010

Mumford & Sons - Sigh No More


Rimanere folgorati al primo ascolto di un esordio discografico. Capita sempre meno. Si perchè la musica che gira intorno ultimamente non sforna grandi capolavori. Saranno almeno un paio d'anni che non esce un disco della madonna che ci fa gridare al miracolo. Questo lo status quo di un qualsiasi amante di quella vecchia besta del rock'n'roll. Eravamo in attesa. E poi, quasi distrattamente mi capita tra le mani, quasi tre mesi dopo la sua uscita questo "Sigh No More" dei Mumford & Sons, mi colpisce soprattutto la copertina, bella e corale... e poi, bè il tempo di caricarlo sull'iPhone, allacciare le cinture di sicurezza, infilarmi le cuffiette e Buummm, uno sparo...colpo di fulmine e amore a prima vista... Sono ritornati i Waterboys più scanzonati, ma no qui c'è anche qualcosa dei mai dimenticati Housemartins, gli Hothouse Flowers dei primi due splendidi album, eppoi il sound di quel film indimenticabile che è The Commitments... Intendiamoci nulla di nuovo sotto il sole, ma ca**o se suonano da dio e che bella atmosfera si respira. Folk allo stato puro, pieno di mandolini, banjo, dobro e con crescendi da brividi. In pieno stile irlandese, ma loro sono british, e soprattutto convincenti, davvero convincenti. Il singolo "Little Lio Man" è un piccolo gioiello di un album che suona bene dall'inizio alla fine, dodici perle, davvero... Si spera che questo album venga apprezzato e goduto da quanta più gente possibile, diventi popolare assai, perchè loro seguano questa strada, polverosa e allegra, di baldoria e folk. Solo il tempo ci dirà se si tratta di un illusione o se i Waterboys e gli Housemartins e gli Hothouse Flowers hanno trovato dei degni eredi. Nel frattempo in pieno Rock'n'Roll... Album dell'anno appena trascorso per il sottoscritto. Da zero a cinque stellette io le metto tutte e cinque...

sabato 16 gennaio 2010

Football


Sono stato bambino in Lucania negli anni ottanta. Scanzano Jonico, una piccola città sul mare. Per me Scanzano voleva dire libertà assoluta, a patto che mi presentassi all'uscio all'ora di pranzo, all'ora di cena e per andare a dormire. Era un tempo meraviglioso, incantato, senza aspettative, senza pensieri, senza programmi. Al centro di tutto non c'erano ancora le ragazze e nemmeno la musica, ma il calcio, e dai dodici anni in su, solo il calcio. I nostri eroi erano i campioni del mondo dell'82. Andavamo al campo sportivo a vedere gli allenamenti della squadra dei grandi che militava in promozione, ricordo di quei pomeriggi l'odore forte delle pomate e la voglia di poterla usare un giorno anch'io. Il mister era di pochissime parole, rideva poco, aveva gli occhi di ghiaccio alla Clint Eastwood, e questo aumentava il suo carisma per noi ragazzini. Sapeva qualcosa che noi non sapevamo e anche solo stare lì a guardare era un modo per dorare il nostro tempo. Lui ci lasciava stare lì intorno a capannello, non dava mai l'impressione di essere disturbato. Se qualcuno faceva una domanda, rispondeva tecnico e breve. Poi alcuni anni dopo, quando io facevo parte di quella squadra e vivevo quello spogliatoio, osservavo i bambini che ci osservavano e si inebriavano al profumo di quelle pomate... Il calcio entra negli occhi. Quando succede è irreversibile, puoi venire da una provincia italiana che mai è entrata nell'almanacco della panini, ma quando il calcio ti entra negli occhi non puoi più scappare. E noi ragazzini intorno a quel campo non eravamo diversi da quei ragazzini scalzi che affollano le spiagge di Rio o i campi dei villaggi africani. Il calcio ci fa impazzire perché assomiglia a qualcosa che hai vissuto già e che hai perduto. Il calcio è lì, nel deserto della nostra infanzia infinita, nei poster dei ragazzini diventati grandi, nell'idea di vivere la vita nella visione, nella passione, nella gioia di una partita di calcio.

venerdì 18 dicembre 2009

L'Impiegata Dell'INPS


La guardia giurata fumava nervosamente davanti al portone d'ingresso dell'Inps. Buongiorno. Buongiorno, fate presto che alle 12 l'impiegata non serve più nessuno. Ma sono solo le 11,45!! Lo so, ma dentro ci sono altre due persone e se le cose vanno per la lunghe poi va a finire che succede un casino. Bè, rischiamo, visto che siamo già qui, rischiamo. L'impiegata era una donna sulla cinquantina, le rughe sul suo viso truccato male dicevano di una vita noiosa e monotona. Sicuramente in menopausa, bisbetica, un pò befana e con un'acidità che non era altro che il ricordo del sesso lontano dei tempi andati. Si perchè le riconosci subito le persone per le quali il sesso è solo un ricordo sbiadito e lontano. Se poi a questo ci metti una vita senza sussulti e monotona, allora non c'è d'aspettarsi niente di buono. Comunque era arrivato il nostro turno e l'orologio sul muro segnava le 11,59. Non c'era nessuno tranne noi e l'impiegata acida, che per non smentirsi proclamò: Non servo più nessuno, ripassate domani, sono le 12 in punto! Mi dispiace signora, ma l'orologio segna le 11,59 quindi lei ancora per un minuto è nostra... La signora si scalda e ci prende a male parole, noi non sappiamo se ridere, piangere o vergognarci per lei. Decidiamo di andare via. Ma dentro di me si fa spazio una riflessione... ma come fa certa gente al mondo d'oggi... con tutta la gente che perde il lavoro... che lotta per un lavoro... come fa ad essere così stronza, quasi quasi mi viene da dare ragione al nano... che li vuole mettere a posto questi statali... mah... e comunque in Italia esistono tre categorie di lavoratori... A)Gli statali, super privilegiati almeno dal punto di vista delle tutele. B)I lavoratori a tempo indeterminato, che ancora qualche tutela l'hanno. Ed infine, C)i lavoratori a tempo determinato, soprattutto giovani, ai quali non viene riconosciuto niente. Io credo che se tutti i lavoratori fossero equiparati agli stessi diritti, non ci sarebbero più privilegiati, nè tanto meno discriminati e soprattutto si cancellerebbero queste tre odiose categorie...serie A, serie B, serie C...

mercoledì 16 dicembre 2009

Ale


E così per il secondo mese consecutivo la busta paga era vuota. Niente soldi e niente pagamenti da fare. Zero. Ora chi andava a dirglielo al direttore che non ci sarebbe stato nessun bonifico e che per la seconda volta consecutiva il mutuo tornava indietro inpagato? Ale era incazzato con il mondo intero. Pensava che quel tizio aveva fatto bene a tirarla quella madonnina in testa al premier...solo doveva colpirlo meglio. Cazzo, il natale era alle porte e nelle sue tasche erano rimaste si e no tre banconote da venti euro. La spesa da fare e tutto il resto da pagare. Ale era incazzato con il mondo intero. Si chiedeva se fosse giusto che appena un povero cristo non pagava una bolletta o una rata di un qualcosa, subito arrivavano quelli dell'fbi a rompere i maroni. Mentre tutti questi imprenditori del cazzo continuavano a non pagare gli stipendi e la facevano franca. Nel suo socialismo personale pensava che appena un lavoratore veniva messo in cassa o licenziato di colpo tutte le sue rate doveva essere bloccate. Ma questo era un socialismo tutto suo, che neanche nei paesi socialisti c'era una roba del genere. Faceva freddo in quella cazzo d'emilia del cazzo e lui alle dieci di mattina incazzato com'era pensava a dove andarsi a bere una birra senza nessuno che rompesse con domande del cazzo e conti in tasca... che invece di una birra poteva comprare un litro di latte a suo figlio, quell'essere innocente nato nel periodo meno adatto. Ale arrivo al bar, un'occhiata al giornale, tre o quattro madonne tirate così solo scorrendo i titoli dei quotidiani tutti uguali e una voce alla barista di turno: -Una pinta, bella ghiacciata e fanculo tutto il resto!