animealladeriva

Il blog di Michele Labriola: Cinema, letteratura, rock'n'roll...le radici e le ali, pillole, attualità e politica...

venerdì 23 maggio 2008

Vecchio (Quasi Un Racconto)


L'altro giorno ho tirato fuori la vespa. Mi sento un vecchio di ottant'anni. Due ore di vespa e mi sento il corpo distrutto. Torcicollo, forse la febbre, roba da bagno caldo, posizioni da circo, dolori ovunque, medicine. Quando ero piccolo mi atteggiavo da vecchio. Lo faccio anche ora. A volte aggrotto le sopracciglie e faccio gli occhi a fessura fingendo di non vedere bene, come i vecchi. Oppure cammino con una mano all'indietro, all'altezza dell'osso sacro, reggendomi da solo, e zoppico. Quando salgo le scale mi arrampico agli scorrimani, e mi piacciono sia le rughe che i capelli bianchi. E fingo di non sentire, di avere problemi all'udito, è un "Cosa? Come?" continuo. By the way, il mio collo è a pezzi ma il mio cuore no. "Silence", Porthisead. La mia nuova eroina si chiamo Beth Gibson ed è la voce struggente di questa band di culto. Una voce capace di curare il cuore e dedicargli un'attenzione esclusiva. Ieri ho lanciato una borsa per aria e sono stato preso a parolacce. Sto fumando Marlboro Light. Alla fine di "Third" il nuovo album di infinita bellezza dei Portishead si sente un bel rumore di pioggia. Si sente un bel profumo di pioggia.

domenica 18 maggio 2008

Italiani


Per capirlo bisogna fare un sforzo di immaginazione. E pensare di essere un italiano emigrato in Germania o negli Stati Uniti. Di avere un lavoro regolare, una casa, una famiglia. E di vedere sui giornali e in TV gente che parla dell'emergenza degli italiani, degli italiani tutti criminali, di come rimandare a casa gli italiani. Più o meno così deve sentirsi un cittadino rumeno che ha deciso di venire a vivere in Italia: come un ospite indesiderato. I libri di storia ci insegnano che quando un gruppo di persone identificato in base alla religione, alla nazionalità o al colore della pelle diventa il bersaglio delle paure e delle tensioni della collettività, si annunciano tempi bui. Per questo il modo in cui un paese affronta l'immigrazione e in generale il rapporto con le minoranze di tutti i tipi è uno degli indici più chiari del grado di civiltà e di sviluppo della democrazia.

sabato 17 maggio 2008

Finale Amaro


E così alla fine le parole che mi sarei aspettato sentire da te non sono arrivate. Le parole sono pietre ma a volte il silenzio diventa una lama. E la notte inghiottì il giorno...
Mi piacerebbe dedicarmi alla fotografia, rubare l'anima della gente, fotografare un'emozione, ritrarre il dolore, dare forma alla vita attraverso scatti. Vorrei dire con le foto quello che non riesco a scrivere. Se due più due fa quattro, io mi sento come come un albero fermo, immobile mentre la mia vita passa inesorabile. Mi domando perchè continuo a scrivere se non so scrivere e se non vorrei neanche farlo. Una due giorni di turbini, se scivolassi su una buccia di banana non mi meraviglierei. Oppure se camminassi per strada e all'improvviso mi cadesse un vaso di fiori in testa. Mi sento perseguitato dal mio io più nero, quello che mi fa stare più male, quello che mi tormenta, quello che non riesco a gestire mai. Ma l'unico che mi sbatte in faccia la realtà più vera. Nella mia vita ho preso tanti treni sbagliati e ho perso quelli giusti. Mi rifugio nelle mie carte di credito, e mai che le trovo smagnetizzate. Cento progetti iniziati e mai finiti. Non dormo più se non quattro ore a notte, a volte mi dimentico che forma ha il cuore. Ieri sera si è concluso malamente il torneo nel quale ho giocato da schifo come non mai, le gambe sembravano come dentro una gettata di cemento e proprio non ne volevano sapere di correre un pò. Puoi possedere tutta la tecnica di questo mondo, ma se non hai le gambe e se la testa è annebbiata com'è in questo periodo la mia, diventi inesorabilmente il più grande brocco del comprensorio. Spero di dare il mio contributo una prossima volta. Spero di tornare presto a vestire i miei abiti abituali. E spero con tutta la forza che ho in corpo che tu possa essere felice sempre...

giovedì 15 maggio 2008

ATeChe6IlCentroDelMioMondo

sabato 10 maggio 2008

La Nuova Destra: Appunti Sparsi


La Nuova Destra: Lo stravagante sindaco di Londra, il megalomane Sarkozy, il sorriso di plastica di Berlusconi l'abile Angela Merkel, l'estremista Alemanno... questi i volti della nuova destra che spopola in Europa.
In Italia sono ritornati i saluti romani, le croci celtiche e i ritratti di Mussolini. Con la vittoria della destra tornano i simboli del fascismo. O forse è l'Italia che non è mai cambiata? Di certo è cambiato negli ultimi anni l'ambiente culturale della politica italiana. La tv di Berlusconi sembra una babysitter elettronica che tiene a bada la popolazione. Con l'aiuto della chiesa e di una storiografia revisionista, il fascismo in Italia mantiene in vita le sue radici. Mentre in Spagna il franchismo è scomparso insieme alla dittatura. E le prime dichiarazioni del neosindaco di Roma mostrano una mentalità provinciale, indegna di una capitale cosmopolita... Queste vittorie a man bassa della destra in Europa, non male come esempio anche l'insediamento del nuovo presidente Medvedev al Cremlino dove il potere rimane comunque saldamente nelle mani di Putin, sono il sintomo della crisi di identità della sinistra di fronte al mercato globale, ma soprattutto sono il segno di un sistema democratico incompiuto... L'orologio dei diritti ritorna inesorabilmente indietro e le lancette segnano un'ora che non mi piace per niente...

venerdì 9 maggio 2008

Limbo


Vivo in un limbo. Una bolla di vetro trasparente grande il doppio di me, la chiamano resa dei conti, mi osservo. E' strano questo periodo della mia vita, non mi vergogno di niente, neanche di vergognarmi di ogni cosa. Sono impaurito ma senza paura, ho freddo ma è quasi estate, sto aspettando che qualcuno mi spalanchi la porta e mi ricordi che sono innamorato fino all'ultimo pezzettino minuscolo di me, un'alba, il fuoco di un vulcano, io sdraiato sul divano impregnato di questo amore. Scegliere gli argomenti su cui scrivere è la cosa più difficile che possa esserci. Quasi una disgrazia di questi tempi. Vorrei tornare nel grembo di mia madre ed essere protetto, mi sembra l'unico posto al mondo sicuro e in cui stare immobile e non pensare. Ho paura di essere giudicato e questa è una paura che mi hanno inculcato a scuola e al catechismo e in famiglia e tra gli amici e respirando in mezzo alla strada. Nasciamo nudi e ci coprono dopo un attimo con un asciugamano, camminiamo scalzi e ci mettono le scarpe, ci danno risposte prime ancora di insegnarci a parlare. Poi a scuola ci insegnano i dieci comandamenti, chi li ha chiesti?, a chi dobbiamo obbedire se non a noi stessi? L'augurio più grande che io possa fare a te, che ora sei lì e scalci, è quello di obbedire sempre e solo a te stesso... Io non sempre ne sono capace...

martedì 6 maggio 2008

Filtrando


Potrebbe sembrare che io sia scomparso dalla circolazione, che non abbia più voglia di scrivere, che le cose mi abbiano sopraffatto. Potrebbe sembrare... La voglia di scrivere quella c'è sempre, quindi non vi libererete tanto facilmente di me... mille cose sono successe nel frattempo, tra partite di calcetto finite male, tra andate ritorni, tra campionati vinti e elezioni perse... Il resto? Lasciamo perdere, ho capito tante cose in questi giorni di riflessioni costruttive, scoramento e scazzo. Non rispondo al telefono, o almeno a determinate persone. Ho deciso di filtrare e di buttarmi su progetti costruttivi. Sono una persona che vive d'istinto, se le cose possono andare bene lo capisco subito. Se inizio a sentirmi a disagio, a nicchiare, a trovare mille ostacoli, a vedere difetti, significa che non c'è niente da fare. Mi ripeto che è un buon momento, anche se ho troppa carne al fuoco, che non ho la testa per stare dietro ulteriori casini, ci vuole calma, serenità e tanta forza che ora sto convogliando dietro altri progetti. E' un periodo che filtro tutto. Gli affetti, le persone vere, quelle che mi girano attorno, quelle false, quelle che ti parlano ma non ti guardano, quelle che ti abbracciano ma non ti stringono. Ed io sono lì, impassibile, pronto ad assimilare tutto come una spugna, poi traggo conclusioni, tiro linee e mi faccio un pò di conti. Questo mondo è dei furbi. E non di quelli come me che credono nei sentimenti veri, nei rapporti sinceri... Penso alla frase che Tondelli ha scritto sul retro di un libro, pochi giorni prima di spegnersi in un letto d'ospedale per quella malattia che alcuni benpensanti chiamano il cancro dei gay: "La letteratura non salva mai. L'unica cosa che salva è l'amore." E amore l'ha scritto bello maiuscolo. Mi colpisce nella sua banalità che tanto banale non è: una vita dedicata alla signora letteratura e quando ormai aveva capito che gli rimanevano pochi affannosi respiri di vita, zac! Fanculo alla letteratura, senza amore non c'è niente che basti. Continuerò a pensare a questa frase per sempre. A te e a me. L'altra notte ho fissato un cuore che si disegnava sul soffitto mentre la musica usciva dagli altoparlanti sul pavimento. Il suono elettrico dell'ultimo cd dei R.e.m.. Un pugno nello stomaco, occhiali da sole e Marlboro Light... Come la pioggia il sentimento spegnerà la nostra rabbia, solo una goccia sopra il viso, poi ancora il sole...

mercoledì 23 aprile 2008

DestinazioneParadiso


Fra qualche giorno andrò giù a Scanzano a riprendere Donna che si è fatta una quarantina di giorni in Casa Madre...e devo dire che è sempre strano tornare nel posto in cui è partita la mia fuga. Mi fa sentire libero e di nessuno. Non mangio seduto a tavola da quaranta giorni, non so se rendo l'idea ma la mia vita è come al solito in pieno rock'n'roll. Ogni mio ritorno giù mi sembra come il reniun tour delle Spice Girl. E infatti nel posto in cui ho strappato il mio cordone ombelicale ci sto ogni volta al massimo una settimana e mi sento un pesce fuor d'acqua. Non di più. E ci soffoco e tutto quel sole, quel mare, quella sabbia mi fanno stare male. C'è una sola cosa che adoro laggiù, il balcone della mia stanza. Vent'anni a guardare fuori da quel balcone e sognare di poter sognare. Non è proprio sul mare e c'è un palazzo che ti impedisce di vedere ogni cosa. Una volta non era così. Una volta si vedeva il mare. Ma il mare c'è e ne senti il profumo. E' lì che ho fumato la mia prima sigaretta, avrò avuto sedici anni. Già so che ogni discorso con gli amici che ho lasciato lì non potrà fare a meno della frase: "beato te che stai a Modena". A parte questo, io i "Beato-te-che-stai-a-Modena" li odio, come se io avessi una marcia in più e i "Beato-te" fossero delle pecorelle smarrite non capaci di prendere un treno e andarsene.(Considerato il culo che mi sono fatto per vivere qui). Detto questo vedo che io sono a Modena e loro sempre là incapaci di fuggire da se stessi... A me in vita mia mi hanno chiesto di più "Da dove vieni?" Che "Come ti chiami?" Sto ascoltando I Might Be Wrong dei Radiohead col cuore fuori strada e con una voglia da morire di andare a Scanzano Jonico... La mia destinazione paradiso preferita...

martedì 22 aprile 2008

Passioni


Ieri sera ho rivisto La 25a Ora di Spike Lee. Che bello. Uno dei film più belli degli ultimi dieci anni. Poi voglio rivedere The Dreamers un altro dei film più belli degli ultimi anni. Un film nel film con tante citazioni e rimandi al cinema della Nouvelle Vague. Amo questi due film. Sono dei capolavori assoluti. Punto e a capo. In Italia si vive male e il vento che soffia è un vento che non mi piace. Nel frattempo nel mio iPod suona un cd molto bello dei James, band anglosassone scioltasi nel '95, tra le preferite dagli Smiths e vero punto di riferimento di tutte le band dal suono squisitamente British degli ultimi anni. Il loro nuovo lavoro Hey Ma è uno splendido disco con momenti di memorabilità assoluta. Il suggello d'archi di Boom Boom, l'attaco ronzante di I Wanna Go Home e la tromba commovente di Of Monster And Heroes And Men valgono da soli l'aquisto del cd. Altri riferimenti possono essere il Billy Bragg più ispirato, gli U2 di All That You Can... e gli ultimi Smiths... vi pare poco? Non da meno anche la nuova fatica discografica dei dEUS, band che io amo alla follia. Disco vivace il loro Vantage Point, di una band poco disposta a farsi omologare e che orami diventata adulta ci regala pezzi dal retrogusto black, di romanticismo puro, di chitarre urticanti e dal ritmo incalzante... in poche parole questo disco è per il sottoscritto irresistibilmente bello... L'altro giorno ho comprato il nuovo libro di Andrea Camilleri, Il Campo Del Vasaio, ultima avventura del Commissario Montalbano. Non vedo l'ora di leggerlo tutto di un fiato, nel frattempo lo tengo con me, sempre in vista, fin quando troverò il coraggio di leggerlo... è troppo breve il godimento che danno questi libri di Camilleri, che cerco di prolungarne l'attesa e trovare il momento giusto per assaporalo... come si fa con una cosa assai preziosa... Le passioni mi prendono per mano e mi tengono vivo in un Paese di morti...

sabato 19 aprile 2008

Analisi


Pensavo che questo Paese fosse rimasto scottato dai due precedenti governi Berlusconi (1994-1996 e 2001-2006). L'Italia non ne era uscita nè più grande, nè più ricca. Ma a quanto pare la seduzione del vecchio miliardario continua a funzionare. Silvio Berlusconi ha vinto facilmente le elezioni del 13 e 14 Aprile. Il suo nuovo partito, che partito non è, ha una forte maggioranza alla Camera e al Senato, con l'aiuto della Lega Nord. Il movimento estremista di Umberto Bossi, cavalcando demagogicamente le paure e le insofferenze dei ceti più deboli, ha raddoppiato i suoi voti. Il ritorno del Cavaliere è innanzitutto la sconfitta della sinistra. Walter Veltroni, l'Obama italiano, non è riuscito a convincere l'elettorato di centro, mentre ha tagliato, giustamente, i ponti con la sinistra cosiddetta radicale, a sua volta cancellata dal Parlamento. Punita per non essersi adeguata ai tempi, per aver prolungato il Novecento fino ai nostri giorni e soprattutto per i suoi distinguo e il suo bloccare ogni cosa si muovesse nel precedente governo Prodi. Ma il motivo vero della sconfitta di Veltroni sta nel fatto che non è riuscito a far dimenticare le difficoltà e l'impopolarità del governo di Centrosinistra. L'esecutivo di Prodi si era impegnato coraggiosamente nel risanamento reso indispensabile dai cinque anni di nefasta gestione del Centrodestra. I tentativi di riformare questo Paese hanno risvegliato i corporativismi, hanno deluso gli alleati comunisti, alienandosi il sostegno di quei partiti centristi dai quali dipendeva la sua sopravvivenza. Il caso clamoroso della spazzatura a Napoli, ha reso evidente l'impotenza di governare. Il Cavaliere da parte sua, ha ancora una volta tratto vantaggio dal rifiuto della politica, che non è solo una specialità nostra, ma che alimenta nella penisola il diffondersi di un populismo di destra e di sinistra. Il suo successo di uomo d'affari e anche i suoi problemi giudiziari tornano a suo vantaggio. Anche se non promette più di fare miracoli la sua sfacciataggine lo aiuta a essere convincente. La notizia positiva di queste elezioni è che, nonostante un sistema elettorale complicato, due grandi forze sono comparse a destra e a sinistra, lasciando intravedere la nascita di un sistema bipartitico. La cattiva notizia è che Berlusconi dispone, dopo queste elezioni, di una larga maggioranza che gli permetterà di governare per cinque anni. A giudicare dai suoi precedenti, è impossibile non essere preoccupati...